Gli olandesi sbarcano a Roma e dettano condizioni all’Italia

Il ministro Stef Blok parla chiaro. I Paesi Bassi non credono nel Recovery e, se l’Italia ha bisogno di soldi, c’è il Mes

La solidarietà europea nei confronti dell’Italia? C’è: ma a condizioni precise. E le condizioni le detta, ancora una volta, l’Olanda, che in questa fase di negoziazioni europee post coronavirus ha assunto più volte il ruolo del poliziotto cattivo nei confronti dei Paesi mediterranei.

In particolare nei confronti dell’Italia, con cui il governo dei Paesi Bassi sembra aver ingaggiato una vera e propria guerra di propaganda e di linee politiche a colpir di soluzioni su Mes e Recovery Fund e sulle conseguenti riforme richieste a Roma per accedere agli aiuti europei.

Le parole del ministro degli Esteri olandese Stef Blok gettano però un’ombra abbastanza sinistra su quello che potrà ottenere o meno il governo italiano. E lascia anche perplessi coloro che speravano che i negoziati promossi in Europa da Giuseppe Conte portassero risultati tangibili. Il ministro olandese. in videoconferenza da Roma dopo un incontro con Luigi Di Maio e Vincenzo Amendola, ha ribadito che il suo governo è assolutamente intenzionato a portare avanti le trattative sul Recovery: ma ha messo da subito le mani avanti. Il ministro ha ricordato come non esista alcuna garanzia di successo del piano di aiuti europei e ha anche chiesto “passi sostanziali”. Un messaggio che Blok ha poi voluto rendere in maniera ancora più chiara: l’Italia deve attuare le riforme promesse da Conte e all’Europa, altrimenti dall’Ue non arriverà alcun aiuto. E i cosiddetti “frugali”, cioè quei Paesi che vogliono il rigore sui conti, saranno pronti alle barricate in sede comunitaria.

Come riporta l’Huffington Post, i termini usati da Blok non lasciano certamente spazio all’immaginazione né a interpretazioni tutto sommato fantasiose e edulcorate della reale volontà dei Paesi europei del fronte del rigore. Il ministro olandese, alla domanda su cosa potrebbe accadere qualora non si raggiungesse l’accordo sul Recovery Fund è stato netto: “L’Eurogruppo ha già raggiunto un’intesa sul Mes che è a disposizione di tutti gli Stati europei. Il Mes è ancora aperto”. Un chiaro messaggio al governo italiano: se servono i soldi, è il Mes il meccanismo che vogliono i Paesi del Nord e del Centro Europa. Gli stessi che adesso provano anche a riequilibrare la politica imposta da Angela Merkel, che in queste ultime settimane è apparsa ben più incline al dialogo con i “mediterranei”: soprattutto a causa di una crisi industriale che Berlino sa che non potrà risolvere senza un’Europa che riparte. Specialmente quella dei comunque ricchi mercati meridionali. Ma intanto il negoziato sugli aiuti è impantanato, mentre i soldi devono arrivare subito.

La soluzione dei Paesi Bassi è chiara: Inutile sperare nel dialogo su un piano che, in fin dei conti, potrebbe benissimo non dare alcun risultato tangibile. Si usi il Mes, i suoi 36 miliardi di euro. E fondamentali saranno le riforme: “Ogni piano di ricostruzione può avere successo solo se il paese che ne prende i soldi li usa per misure che portino alla crescita e sostengano l’economia”. Tradotto: l’Italia segua le nostre direttive e andrà tutto per il verso giusto. La domanda a questo punto è cosa sia stato effettivamente deciso nelle segrete stanze di Villa Pamphilj in questi giorni di Stati generali. Se l’Olanda, da come dice Blok, è stata comunque soddisfatta di questa convocazione, garanzie sono arrivate. Ma non va dimenticato che Roma e l’Aja hanno politiche del tutto divergenti in Europa: seguire le linee olandesi potrebbe essere una decisione estremamente pericolosa.

il Giornale.it

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